BaruQ
Cibo per i Testimoni di Geova riflessivi
“‘Ma in quanto a te, tu continui a cercare grandi cose per te stesso. Non continuare a cercare. Poiché, ecco, io farò venire la calamità su ogni carne’, è l’espressione di Geova, ‘e certamente ti darò la tua anima come spoglia in tutti i luoghi nei quali andrai’”
Importante: Questo sito non pretende di possedere la verità. Il lettore dovrebbe essere in grado di usare discernimento, esaminando attentamente le Scritture per vedere se queste cose sono così. (Atti 17:11)
Acalia & Marta
Parabole per i nostri giorni (prima parte)
Carl-Bloch-Sermon-on-the-Mount
Cos'hanno da dirci le parabole di Gesù? Hanno relazione coi nostri giorni? Per prima cosa dobbiamo identificarle e comprendere quali di esse hanno un risvolto profetico. Per fare un esempio contrario, la parabola del figlio prodigo contiene un grandissimo insegnamento per noi ma non è profetica, non annuncia nessun avvenimento! Come facciamo dunque a distinguere i tipi di parabole? Come al solito, è molto semplice: ci atterremo a ciò che disse Gesù Cristo stesso, senza aggiungere né togliere. Limiteremo le interpretazioni ai soli elementi che si possono evincere direttamente dai racconti o da altri particolari scritti e attinenti. Per il resto ci accontenteremo volentieri della risposta del Signore: "Non sta a voi acquistar conoscenza dei tempi o delle stagioni che il Padre ha posto nella propria autorità”. – Atti 1:7

Dove troviamo perciò le parabole che riguardano i nostri giorni? Le troviamo esclusivamente nei capitoli 13, 24 e 25 del vangelo di Matteo (e nei passi paralleli degli altri Vangeli, ove presenti). Quali sono?
  • Il seminatore (Matteo 13:24-30, 36-43)
  • La rete a strascico (Matteo 13:47-50)
  • Lo schiavo (Matteo 24:45-51)
  • Le dieci vergini (Matteo 25:1-13)
  • I talenti (Matteo 25:14-30)
  • Le pecore e i capri (Matteo 25:31-46)
Illustrazioni "minori"
Ma prima analizziamo altre illustrazioni che potremmo definire "minori", per così dire, che sono comunque messe nel medesimo contesto di quelle appena elencate relative al "termine del sistema di cose": del granello di senape, del lievito, del tesoro nascosto, del commerciante viaggiatore, del lampo, del fico, dei giorni di Noè, del ladro. Queste non hanno un preciso risvolto profetico, piuttosto indicano in generale un contesto, un'ambientazione, una tendenza, e spingono alla riflessione; con esse Gesù insegnò, ebbe qualcosa da dire, riguardo agli ultimi giorni. Le illustrazioni del granello di senape e del lievito (Matteo 13:31-33) indicano semplicemente la crescita del popolo di Dio, e ci ricordano questa profezia: "Il piccolo stesso diverrà mille, e l'esiguo una nazione potente. Io stesso, Geova, l'affretterò al suo proprio tempo" (Isaia 60:22). Non possiamo, e non dobbiamo, interpretare i particolari delle illustrazioni. Domande come "Chi è l'uomo? Cosa rappresentano gli uccelli e i rami? Chi è la donna? Cosa rappresenta la farina?" non sono appropriate per un motivo molto semplice: le interpretazioni appartengono a Dio (Genesi 40:8; Daniele 2:28). Noi dobbiamo attenerci a questo principio: "Le cose nascoste appartengono a Geova nostro Dio, ma le cose rivelate appartengono a noi ... affinché mettiamo in pratica" (Deuteronomio 29:29). Se Gesù non fece applicazioni specifiche, non diede spiegazioni, tantomeno noi dovremmo farlo. Potremmo porci questa domanda: "Se dunque le illustrazioni del granello di senape e del lievito indicano fondamentalmente la stessa cosa, perché Gesù illustrò il punto in due modi diversi?" La risposta la troviamo in queste parole: "Con molte illustrazioni di questa sorta dichiarava [alle persone] la parola, secondo quello che erano in grado di ascoltare" (Marco 4:33). A Gesù interessava essere compreso da più persone possibile perciò, nella sua magistrale arte di insegnare, all'occasione adattava le illustrazioni al suo uditorio. Senz'altro gli uomini contadini avrebbero potuto ben afferrare l'illustrazione della semina del granello di senape e le donne casalinghe quella del lievito. Le illustrazioni del tesoro nascosto e del commerciante viaggiatore (Matteo 13:44-46) mettono in risalto la preziosità della verità del Regno e dei sacrifici che uno è disposto a fare trovatala. Nulla di più. L'illustrazione del lampo merita attenta riflessione (Matteo 24:27). Dal contesto comprendiamo che Gesù avvertì i suoi seguaci di guardarsi da "falsi Cristi e falsi profeti" (Matteo 24:23-28). E allora il cristiano come si sarebbe reso conto della "presenza del figlio dell'uomo"? Con l'illustrazione del lampo Gesù mette in risalto che per il sincero adoratore di Dio la sua presenza sarebbe stata evidente al tempo opportuno e che non ci sarebbe stato bisogno di fare prima chissà quale congettura. E sottolinea il punto facendo riferimento anche all'istinto dell'aquila di sentire e trovare un cadavere per cibarsene. Perciò rimaniamo vigilanti ma sereni e fiduciosi: a suo tempo saremo in grado di comprendere tutto quello che sta per accadere e sentiremo intimamente che "la liberazione si avvicina" (Luca 21:28). Con l'illustrazione del fico (Matteo 24:32, 33) Gesù vuole incoraggiare i suoi servitori ad osservare gli avvenimenti mondiali e confrontarli con quanto conosciamo dalle Scritture che deve avvenire. Questo implica che dobbiamo studiare profondamente "la parola profetica", anche se non la comprendiamo con totale intendimento; a suo tempo lo avremo (2 Pietro 1:19). Per illustrare, il nostro compito è ora quello di raccogliere, fare nostri e conoscere bene tutti i pezzi del puzzle: arriverà il giorno che sapremo metterli opportunamente insieme. Ma se non studiamo, cosa capiremo? L'illustrazione del fico, quindi, ben completa l'illustrazione del lampo. Chi si accorgerà chiaramente, senza dubbi e autonomamente, come se stesse vedendo un lampo, della presenza del Cristo? Chi avrà studiato e fatte sue "tutte queste cose" di cui ci ha parlato Gesù. Le illustrazioni dei giorni di Noè e del ladro (Matteo 24:36-44) mettono semplicemente in risalto che non sapendo in anticipo la data della venuta di Cristo dobbiamo rimanere pronti e vigilanti, senza farci distrarre dalle cose quotidiane della vita. Nel prossimo articolo avremo modo quindi di analizzare le parabole principali elencate sopra.
Acalia & Marta
acalia.jw@gmail.com
Lettura consigliata
Perimeno
Il punto di vista di Dio sulla dedicazione
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Qual è il punto di vista di Dio sulla dedicazione? Il fatto è che Geova Dio non ha, in realtà, detto nulla sulla questione! La sua Parola, la Bibbia, non insegna la necessità di dedicarci a lui per ottenere la salvezza. Dal momento che Dio è silenzioso sul tema, gli uomini si sono sentiti liberi di dare la loro propria definizione della dedicazione. Per questo motivo ritengo necessario citare ampiamente dalle pubblicazioni della Società e poi confrontarle con quello che le Scritture dicono veramente. Il grassetto o il corsivo nelle molte citazioni è mio per evidenziare o sottolineare il punto particolare studiato.
(proseguire)
Acalia & Marta
Parabole per i nostri giorni (prima parte)
Carl-Bloch-Sermon-on-the-Mount
Cos'hanno da dirci le parabole di Gesù? Hanno relazione coi nostri giorni? Per prima cosa dobbiamo identificarle e comprendere quali di esse hanno un risvolto profetico. Per fare un esempio contrario, la parabola del figlio prodigo contiene un grandissimo insegnamento per noi ma non è profetica, non annuncia nessun avvenimento! Come facciamo dunque a distinguere i tipi di parabole? Come al solito, è molto semplice: ci atterremo a ciò che disse Gesù Cristo stesso, senza aggiungere né togliere. Limiteremo le interpretazioni ai soli elementi che si possono evincere direttamente dai racconti o da altri particolari scritti e attinenti. Per il resto ci accontenteremo volentieri della risposta del Signore: "Non sta a voi acquistar conoscenza dei tempi o delle stagioni che il Padre ha posto nella propria autorità”. – Atti 1:7
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